Mese: ottobre 2016

19 Ott 2016

Controlli caldaie i genovesi pagano di più

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La seconda città italiana più cara, dopo Milano, per la manutenzione della caldaia è Genova. Secondo l’Osservatorio di ProntoPro.it, la spesa media nazionale per la revisione e la manutenzione della caldaia, escludendo i costi di verifica dei fumi, è di 65 euro e a parlarne, indicando anche le ragioni di cifre tanto superiori, è Repubblica.it

19 Ott 2016

Caldaie: per evitare le sanzioni si spendono in media 65 euro

Milano, ottobre 2016 – Ogni anno con i primi freddi arriva anche il cruccio della manutenzione della caldaia. La periodicità con cui si deve eseguire la manutenzione, in Italia, varia da regione a regione: molte hanno uniformato i calendari alle disposizioni nazionali, mentre altre hanno legiferato in maniera autonoma. Ma quanto spendiamo per non incappare nelle multe salatissime previste dai Comuni in caso di inadempienza? Secondo l’Osservatorio di ProntoPro.it (www.prontopro.it) la spesa media nazionale per la revisione e la manutenzione della caldaia, escludendo i costi di verifica dei fumi, è di 65€.

I prezzi però, emerge dall’indagine, variano molto; non solo a seconda delle società a cui ci si affida, ma anche della città in cui si vive. Analizzando le cifre medie necessarie a pagare il lavoro nei venti capoluoghi di regione, si scopre che Milano è la città più cara; qui per adempiere all’obbligo della manutenzione ordinaria si spendono 90€.

Al secondo posto nella classifica si piazza Genova dove il lavoro del manutentore costa al cliente 85€. Terze a pari merito Roma e Torino, dove gli abitanti devono mettere a budget circa 80 euro.

Guardando la classifica dei costi dal lato opposto, scopriamo che i capoluoghi più economici della Penisola sono: Perugia, Potenza e Campobasso. Qui mediamente gli abitanti spendono 50 euro.

Quali sono le norme che regolano il lavoro dei manutentori? Il riferimento è contenuto nel DPR 74/2013 che recepisce una direttiva europea e rinnova la disciplina concernente i controlli di “efficienza energetica” degli impianti di climatizzazione invernale e stabilisce anche che a termine dell’attività di manutenzione, l’operatore dovrà redigere e sottoscrivere un rapporto di controllo tecnico.

Nonostante le polemiche sull’obbligo dei controlli, gli interventi di revisione e bollino blu della caldaia sono controlli necessari perché oltre a garantire la sicurezza degli ambienti domestici, favoriscono il risparmio energetico (e dunque economico), riducendo anche le emissioni inquinanti.

Non bisogna trascurare, poi, che nel caso in cui abbiate una caldaia vecchia e con bassa efficienza energetica, con la nuova normativa conviene valutare la possibilità di investire nell’acquisto di una nuova, ad esempio a condensazione, e approfittare della detrazione del 65%, in vigore fino al 31 dicembre prossimo, per le spese effettuate sia per le singole unità immobiliari che per i condomini. Soluzione che potrebbe consentire un grande risparmio nel lungo periodo.

Segue tabella con i costi per persona sostenuti nei capoluoghi italiani per un servizio di manutenzione ordinaria delle caldaie:

Regione Città Costi Manutenzione Ordinaria caldaie
Abruzzo L’Aquila € 60,00
Basilicata Potenza € 50,00
Calabria Catanzaro € 55,00
Campania Napoli € 65,00
Emilia Romagna Bologna € 70,00
Friuli Venezia Giulia Trieste € 75,00
Lazio Roma € 80,00
Liguria Genova € 85,00
Lombardia Milano € 90,00
Marche Ancona € 57,00
Molise Campobasso € 50,00
Piemonte Torino € 80,00
Puglia Bari € 63,00
Sardegna Cagliari € 65,00
Sicilia Palermo € 60,00
Toscana Firenze € 70,00
Trentino Alto-Adige Trento € 54,00
Umbria Perugia € 50,00
Valle d’Aosta Aosta € 52,00
Veneto Venezia € 56,00
05 Ott 2016

Giornata mondiale degli insegnanti. Uno su due si sente sottovalutato

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In occasione della giornata internazionale del docente, istituita dall’Unesco e celebrata ogni anno il 5 ottobre, ProntoPro ha chiesto ad un panel di 1.000 insegnanti la loro opinione in merito ai temi della scuola moderna. Il primo e sconsolante dato emerso dall’analisi è che più di un insegnante su due, il 51% dei rispondenti, ritiene che la sua professione sia sottovalutata e non opportunamente apprezzata a livello sociale. Qui l’articolo di Corriere.it.

04 Ott 2016

Ottobre? è il mese della palestra. I suggerimenti dei vip

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Tra i nostri professionisti moltissimi sono personal trainer e quando tra settembre e ottobre tutti pensano ai modi per tornare in forma, sono loro che riescono a fornire i migliori suggerimenti ai propri clienti. Se i comuni mortali si fanno spesso scoraggiare dalla pigrizia e dalla noia, i vip al contrario brillano per costanza. Sky.it ha dedicato un articolo alla nostra indagine volta a scoprire gli allenamenti seguiti dalle star nazionali.

04 Ott 2016

Un insegnante su 2 si ritiene professionalmente sottovalutato

I docenti vorrebbero meno teoria e più pratica nella scuola.

Milano, ottobre 2016 – Il 5 ottobre si celebra la giornata internazionale del docente e, in questa occasione, ProntoPro.it (www.prontopro.it), primo sito del settore per numero di utenti che mette in contatto domanda e offerta di lavoro professionale e artigianale, ha chiesto ad un panel di 1.000 insegnanti la loro opinione in merito ai temi della scuola moderna. Il primo e sconsolante dato emerso dall’analisi è che più di un insegnante su due, il 51% dei rispondenti, ritiene che la sua professione sia sottovalutata e non opportunamente apprezzata a livello sociale.

Proprio a questo tema è dedicata la giornata promossa dall’ UNESCO, che ha come titolo: “Valuing teachers, improving their status” (Valutare gli insegnanti, migliorare la loro condizione n.d.r.). Il miglioramento della condizione, e della fondamentale professione, dell’insegnante passa anche dalla tecnologia e ProntoPro.it ha voluto quindi indagare anche questo aspetto.

Ad essere insoddisfatti sono soprattutto gli insegnanti uomini (59,4% del totale) e quelli che risiedono nel Centro Italia (54,5%). Le docenti di sesso femminile che si dichiarano insoddisfatte sono invece il 44,4% di quelle intervistate.

Oggi la quasi totalità degli insegnanti utilizza elementi tecnologici anche se, nella maggior parte dei casi (55,36%), si tratta di strumenti base (il computer) e spesso piuttosto datati. Le lavagne interattive (o LIM), fondamentali ad esempio nel moderno insegnamento delle lingue straniere, sono utilizzate da meno del 10% dei docenti (9,52%), mentre solo il 7,14% degli insegnanti intervistati dichiara di avere in dotazione un tablet.

Scorrendo i numeri del sondaggio colpisce, purtroppo, la profonda differenza fra le aree del nostro Paese in merito alla diffusione di mezzi tecnologici per la didattica. Chi usa il computer per insegnare, nel 60% dei casi risiede al Nord, nel 23% al Centro e nel 17% al Sud. Le lavagne LIM sono installate nel 62,5% dei casi in scuole settentrionali, nel 25% in quelle del Centro Italia e solo nel 12,5% dei casi in istituti meridionali. Numeri confermati anche se si considerano i tablet, che vengono usati nel 57% da insegnanti del Nord, nel 29% da insegnanti del Centro e solo nel 15% da docenti che operano in Istituti scolastici meridionali.

Negli scorsi mesi molti studiosi hanno sostenuto che l’eccessivo utilizzo dei device di questo tipo può essere in realtà addirittura negativo perché, si legge nei loro articoli, un impiego esclusivo e massiccio a scapito dei metodi tradizionali può causare gravi difficoltà non solo negli stili di scrittura e nelle grafie, ma anche nelle capacità di coordinamento dei pensieri logici oltre che la non abitudine a sfruttare le proprie capacità mnemoniche.

In parte anche i docenti sembrano d’accordo; sebbene la stragrande maggioranza di quelli intervistati (97,5%) sostengano che l’uso di risorse digitali sia utile per migliorare il sistema scolastico italiano, il 40% afferma comunque che non si tratta dell’elemento prioritario. Prima, insomma, pensiamo agli insegnanti.