Categoria: Comunicati

28 Apr 2016

Detrazioni fiscali per il 730: ecco chi potrebbe avere il conto più alto




Grazie al bonus ristrutturazioni, quello sui mobili e quello dell’ecobonus, gli italiani potranno beneficiare di detrazioni fino al 65%; ma chi sono i contribuenti che potranno detrarre le somme maggiori? L’Osservatorio di ProntoPro.it ha condotto un’indagine per scoprire in quali città le fatture dei lavori di ristrutturazione sono più elevate e, di conseguenza, maggiori le detrazioni possibili. Secondo l’analisi Roma è il comune coi costi più salati. Qui, per ristrutturare un bilocale di 70 metri quadrati, si spendono in media 16.150€ vale a dire circa il 33% in più rispetto al dato nazionale.
Lo studio è stato condotto prendendo in esame i venti capoluoghi di regione e considerando un’ unità immobiliare per la quale fosse necessario procedere a lavori di ristrutturazione del bagno, imbiancatura, rifacimento dell’impianto elettrico e installazione di caldaia, realizzazione di porta blindata, sostituzione serratura, sistema antifurto e montaggio di apparecchi per il condizionamento. Dall’indagine è emerso che il costo medio nazionale di questa serie di interventi su un appartamento tipo equivale a poco più di 10.806€.
Al secondo posto nella classifica nazionale si è collocata la città di Milano con una spesa pari a 15.275€. Andando nel dettaglio è possibile scoprire, ad esempio, che per mettere in sicurezza la propria abitazione attraverso la creazione di un impianto di allarme e l’installazione di una porta blindata, a Milano sono necessari 4.290€. Nella città di Trento, invece, terza tra le città più care, la spesa totale equivale a 13.180€ e creare un impianto elettrico nuovo con 6 punti luce costa mediamente 365€.
Tra le città in cui si spende meno due città del Sud Italia occupano i primi posti: Catanzaro e Potenza in cui si spendono rispettivamente 7.137€ e 7.625€. Terza Trieste, con una media inferiore del 25% rispetto a quella nazionale.
“I bonus previsti dalla Legge di Stabilità stanno spingendo molte persone a ristrutturare le proprie abitazioni, migliorarne l’efficienza energetica e acquistare nuovi mobili – dichiara Marco Ogliengo, amministratore delegato di ProntoPro.it – Gli effetti benefici di questi bonus sono visibili soprattutto nella spinta ad affrontare spese che in tempi di crisi sono state tralasciate dando luogo a conseguenze negative per tutti i professionisti coinvolti. Oggi le cose stanno migliorando molto”.

 

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30 Mar 2016

È il momento giusto per tinteggiare: in Italia la spesa media per imbiancare è 778€ Roma, Milano e Trento le città più care

A marzo crescita del 74% nelle richieste di preventivi online per imbianchini

Milano, marzo 2016 – Con l’arrivo della bella stagione, anche la casa ha bisogno di una ventata di primavera. Ma quanto spendiamo per tinteggiare le nostre mura domestiche? Secondo l’Osservatorio di ProntoPro.it (www.prontopro.it) la spesa media nazionale per un lavoro di imbiancatura di un appartamento di 70 mq con pareti interne in buone condizioni di partenza è di 778€.

I costi però, emerge dall’indagine, variano molto; non solo a seconda del tipo di tinteggiatura richiesta dal cliente, ma anche della città in cui si vive. Analizzando le cifre medie necessarie a pagare il lavoro nei venti capoluoghi di regione, si scopre che è Roma la città più cara; qui per tinteggiare una casa come quella presa a campione si spendono circa 940€.

Al secondo posto nella classifica dei costi si piazza un’altra città sempre presente nel podio di quelle più care: Milano. Nel capoluogo meneghino il lavoro dell’imbianchino costa al cliente 906€.

Al terzo posto una sorpresa: Trento, dove gli abitanti spendono il 9% in più rispetto alla media nazionale e, per dare una rinfrescata al loro appartamento di 70 metri quadrati, devono mettere a budget circa 850 euro.

Come sottolineato dai professionisti del settore, si deve tenere in considerazione che a questi costi vanno poi aggiunti quelli dei prodotti utilizzati che variano a seconda delle diverse esigenze dei clienti.
“A marzo la percentuale di chi, per evitare disastri con il fai da te, ha deciso di affidarsi ad un professionista è cresciuta del 74% rispetto al mese precedente. – dichiara Marco Ogliengo amministratore delegato di ProntoPro.it – La possibilità offerta dal web di ricevere e confrontare in tempi brevi i preventivi di diversi artigiani facilita la ricerca e la scelta e, ovviamente, aiuta a risparmiare.”
Guardando la classifica dei costi dal lato opposto, scopriamo che le più economiche della penisola sono tre città del Sud Italia: Catanzaro, Palermo e Potenza. Qui tinteggiare un appartamento come quello preso a campione costa, rispettivamente, l’8%, 9% e 12% in meno rispetto alla media nazionale.

Segue tabella per i venti capoluoghi di regione con i costi medi di imbiancatura per un appartamento di 70 mq:

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16 Mar 2016

Artigiani 2.0: idraulici e falegnami i più richiesti sul web

Evoluzione del mondo del lavoro ed espansione delle città fra le principali cause del ricorso ad Internet, che potrebbe salvare alcuni mestieri

Milano, marzo 2016 – Il mondo del lavoro si evolve, le città sono ogni giorno più grandi e confuse ed in un’epoca in cui il tempo è per tutti risorsa scarsa, sempre più italiani si rivolgono al web anche per trovare gli artigiani per i lavori di casa, ma quali sono i professionisti più richiesti? Secondo l’Osservatorio di ProntoPro.it (www.prontopro.it), il portale che fa incontrare domanda e offerta di lavoro professionale e artigianale, al primo posto spiccano gli idraulici che raccolgono da soli il 17% delle richieste rivolte al mondo dei lavori in casa, focalizzate principalmente su riparazioni e manutenzioni.
A vincere la medaglia d’argento un altro mestiere quasi in via di estinzione: quello dei falegnami cercati, principalmente per mobili su misura o ristrutturazioni, dal 9,66% di chi ha richiesto online un preventivo per i lavori di casa fra dicembre 2015 e febbraio 2016.
«La difficoltà di conoscere personalmente un artigiano o di imbattersi per caso nel suo laboratorio mentre si passeggia in città è uno dei motivi del successo della ricerca di questi professionisti sul web» – ha dichiarato Marco Ogliengo, amministratore delegato di ProntoPro.it – «Dall’altro lato, per l’artigiano, usare il web è un modo efficace per raggiungere molti clienti con costi bassi, vantaggio che si può tradurre sia in sconti sia in più tempo per seguire e curare la relazione col cliente» .
Terzi, nella curiosa classifica redatta dal portale, i professionisti di uno dei mestieri più importanti nel settore della costruzione: i muratori, con il 7,33% di richieste. Quando si decide di ristrutturare casa, indipendentemente dal tipo di lavoro da eseguire, la cosa più comune da fare è rivolgersi ad un muratore, ma soprattutto nelle grandi città diventa difficile individuare quello più adatto al lavoro di cui si ha bisogno.
Tra i professionisti più cercati online, a sorpresa, si trovano anche i certificatori energetici con il 7% di richieste. Questi tecnici abilitati, fino a poco tempo fa sconosciuti a molti, oggi sono diventati indispensabili se si considera che la prestazione energetica dell’abitazione è ormai determinante per l’acquisto, la vendita o locazione di un immobile.
Continuando a scorrere le professioni della classifica si trovano gli installatori di infissi e serramenti (6%) e quelli di impianti di condizionamento (5,80%). I primi sono sempre più richiesti perché serramenti e infissi oggi non hanno più semplice funzione di isolamento e sicurezza casalinga, ma vanno a rappresentare veri oggetti di design per i quali gli Italiani non intendono risparmiare; i secondi sono diventati indispensabili da anni poiché gli impianti di condizionamento, complici le estati sempre più calde, sono un benefit casalingo irrinunciabile.
Anche un mestiere apparentemente in via d’estinzione come quello dei fabbri, ha in realtà una percentuale di richieste alta e sono settimi con il 5,23%. Questi artigiani, con la loro capacità di forgiare il ferro, sono alla stregua di veri e propri artisti, ricercatissimi da tanti per lavori di costruzione e riparazione di qualsiasi tipo di oggetti in metallo, ma anche di vere e proprie sculture decorative.
Nella top ten stagionale si trovano anche elettricisti (3,33%), imbianchini (2,50%) e giardinieri (2,10%) che con l’arrivo delle belle giornate iniziano a ricevere un numero sempre maggiore di richieste di lavoro.

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24 Feb 2016

Valvole termostatiche: in Italia la spesa media è 78 euro l’una. Chi non le installa rischia multe fino a 2.500 euro

Milano, febbraio 2016. Anche se la primavera è alle porte, non è ancora arrivato il momento di ignorare il sistema di riscaldamento casalingo, anzi. Al fine di contenere la spesa energetica delle nostre case, entro la fine del 2016 in Italia è previsto l’obbligo di installare le valvole termostatiche in tutti gli immobili, ma quanto si deve spendere per adempiere all’onere previsto dalla legge? Un’indagine di ProntoPro.it, il portale che fa incontrare domanda e offerta di lavoro professionale e artigianale, rivela che il costo medio nazionale corrisponde a 78 euro per ogni valvola.
L’indagine, condotta analizzando i prezzi richiesti dagli idraulici nelle principali città italiane, rivela che il costo per installare una singola valvola termostatica in Italia può variare anche di molto, oscillando fra i 70 e i 100 euro. Prendendo in considerazione un appartamento medio di 80 mq con 5 termosifoni il costo totale si attesta intorno ai 390 euro.
Se a Milano i prezzi sostenuti possono salire fino a 100 euro, registrando un +28% per singola valvola, anche Roma si conferma tra le città in cui i costi per i lavori di manutenzione domestica sono molti alti con un +22% rispetto alla media nazionale e un costo totale, per l’appartamento tipo, pari a 475 euro.
Le aree urbane in cui la media dei costi è inferiore rispetto a quella nazionale sono le città del Centro e del Sud Italia. Su tutte spiccano Massa Carrara e Grosseto in cui si registra un -12%. Gli idraulici intervistati da ProntoPro.it sottolineano che in tutta la penisola i costi si abbassano di molto – meno della metà – se il radiatore è munito di valvole predisposte a ricevere un congegno aggiuntivo che le rende termostatiche.
A chi si domanda il perché dell’obbligo introdotto dalla direttiva europea 2012/27/Ue basti sapere che, dopo un primo investimento iniziale, l’utilizzo delle testine termostatiche consente di ridurre i costi del riscaldamento domestico fino a circa il 23% (fonte: Facile.it) grazie a una gestione intelligente della temperatura in funzione di ogni specifico ambiente. Sprechi e dispersioni vengono così evitati, con una temperatura più stabilizzata e dunque uniforme in tutta la casa.
La mancata installazione entro i termini previsti prevede delle sanzioni comprese tra 500 e 2.500 euro, a seconda delle disposizioni previste dalle varie Regioni.
Quali sono i suggerimenti degli idraulici di ProntoPro.it per usare al meglio le valvole termostatiche?
Innanzitutto i professionisti consigliano di regolare ogni singola valvola a proprio piacimento attraverso una scala graduata attorno alla manopola con dei numeri che di solito vanno da 0 a 5. Questi numeri non corrispondono esattamente ad una temperatura specifica anche se si prende in considerazione che il 3 corrisponde a circa 20 gradi nella stanza. La corrispondenza può però variare a causa della posizione del radiatore stesso e della valvola, quindi gli idraulici suggeriscono di armarsi di un normale termometro per trovare la giusta equivalenza tra il numero sulla valvola e la temperatura della stanza oppure, semplicemente, fidarsi della propria sensazione.
Un altro suggerimento è quello di abbassare la temperatura durante le ore in cui la casa è disabitata, per poi ripristinarla al momento del rientro.
E infine, gli idraulici intervistati da ProntoPro.it suggeriscono di non superare mai i 20°C – limite peraltro previsto dalla legge – sia per non trovare brutte sorprese in bolletta che per evitare sbalzi di temperatura eccessivi tra l’ambiente interno delle abitazioni e quello esterno.




29 Gen 2016

Tutti sognano Sanremo: per un’ora di lezione di canto gli italiani spendono 30 euro

Tra gli italiani c’è chi canta su un palco, come avverrà tra qualche giorno a Sanremo e chi ama cantare per strada, chi allo stadio, sotto la doccia o di nascosto. Ma quanto ci costa imparare a cantare? ProntoPro.it (http://www.prontopro.it ), il portale che fa incontrare domanda e offerta di lavoro professionale e artigianale, ha condotto un’indagine in cui ha evidenziato che la media nazionale dei costi che si trova a sostenere chi decide di prendere lezioni di canto in una scuola accreditata è di 30 euro all’ora. Costi che evidentemente non spaventano dato che, sempre secondo le stime di ProntoPro.it, negli ultimi dieci anni è quasi raddoppiato il numero di chi ha deciso di studiare canto.

Dai dati ottenuti dall’indagine realizzata analizzando i prezzi richiesti nei venti capoluoghi di regione, Milano è la città in cui i corsi di canto sono più costosi; nel capoluogo meneghino si spendono mediamente 37 euro all’ora per una lezione.
“In linea generale – rivelano gli insegnanti intervistati da ProntoPro.it – l’aumento del numero di studenti registrato negli ultimi 10 anni è senza dubbio legato al successo dei talent show televisivi. Numeri alla mano, oggi i corsi di canto sono i più richiesti in assoluto dietro, solo, a quelli di chitarra.”.
Non è un caso che proprio a Milano – che per i giovani della penisola rappresenta da sempre la capitale della musica – dal 2005 ad oggi si sia registrato un picco dell’88% nelle iscrizioni da parte di persone desiderose di intraprendere la professione, o semplicemente, imparare ad usare al meglio la propria voce.
Dallo studio condotto emerge che sono tutte città del Sud quelle in cui si paga meno. A pari merito sul podio della convenienza si trovano Bari, Campobasso, Catanzaro e Potenza: qui per una lezione di canto si spendono in media 25 euro. I capoluoghi di regione meridionali in cui si sostengono costi relativamente più sostenuti sono due: Napoli e Palermo, dove in media si spendono circa 30 euro per un’ora di lezione.
Imparare a cantare, pare che giovi anche alla salute; gli insegnanti intervistati da ProntoPro.it sottolineano che, tutti coloro che imparano a cantare, notano importanti miglioramenti nella respirazione e nella postura: il corpo si ossigena meglio e si ha l’impressione di avere più energia.

Segue tabella con i costi medi delle offerte per le lezioni di canto nelle 20 città capoluogo di regione:

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28 Gen 2016

Certificazione Energetica: in Italia la spesa media è 120€

Se è vero che sono sempre di più gli italiani che scelgono quella che sarà la propria abitazione sulla base della prestazione energetica dell’immobile, è vero anche che la redazione di un Attestato di Certificazione Energetica, ha costi diversi a seconda della città in cui questo viene formulato. ProntoPro.it, il portale che fa incontrare domanda e offerta di lavoro professionale e artigianale, ha realizzato uno studio in cui vengono confrontati i costi della certificazione energetica secondo cui il costo medio nazionale di un certificato energetico equivale a 120 euro*, ma con importanti variazioni a seconda della città in cui si trova l’immobile da certificare.
«Il consumatore, oggi, è molto più attento alla certificazione energetica rispetto al passato, in quanto ha compreso l’influenza della prestazione energetica per il reale risparmio sulle spese della propria abitazione. – sottolinea Marco Ogliengo, CEO di ProntoPro.it– A fronte di un mercato in cui i costi per l’Attestato di Certificazione Energetica sono in crescita, il nostro portale permette di confrontare i preventivi di numerosi certificatori e scegliere in piena autonomia».
Analizzando le cifre richieste nei venti capoluoghi di regione, dall’indagine emerge che Roma è la città in cui i certificati energetici sono più cari con una media superiore di circa il 16% rispetto a quella nazionale. Seconda in classifica è la città di Bolzano e al terzo posto si colloca Milano; nel capoluogo meneghino un attestato di certificazione energetica costa mediamente 138 euro.
La città di Imperia vince il primato della convenienza: qui per un certificato energetico si spendono “solo” 104 euro. A pagare meno rispetto al resto d’Italia sono anche gli abitanti delle città di Frosinone, in cui i costi dei certificati energetici si aggirano intorno ai 106 euro e quelli di Massa Carrara, dove per certificare un immobile medio si pagano 108 euro.
Con l’introduzione dell’obbligo di Certificazione Energetica degli edifici, nei casi di locazione, compravendita e per accedere agli sgravi fiscali per le ristrutturazioni volte al conseguimento di risparmio energetico, la figura professionale del Certificatore Energetico è sempre più richiesta.
L’importanza dell’Attestato di Certificazione Energetica (ACE) è determinata dalla necessità di attestare la prestazione e le caratteristiche energetiche di un edificio, in modo da consentire al cittadino una valutazione di confronto di tali caratteristiche rispetto ai valori di riferimento previsti dalla legge. A questo scopo, il certificatore energetico deve essere un tecnico abilitato, che una volta calcolato l’indice di prestazione globale dell’immobile mediante opportune procedure software, potrà formulare delle raccomandazioni tecniche volte a migliorare le prestazioni dell’unità immobiliare e il periodo di ritorno dell’investimento.
Segue tabella per i venti capoluoghi di regione con i costi medi degli Attestati di Certificazione Energetica per gli appartamenti di 79 metri quadrati:
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03 Nov 2015

Ristrutturare in Italia: per un appartamento di 70 metri quadri si spendono 34.000 euro

La conferma dei bonus fiscali per ristrutturare e migliorare l’efficienza energetica degli immobili rivela l’importanza di questo tipo di interventi per il patrimonio immobiliare italiano. Ma quanto costa ristrutturare un immobile? Alla domanda hanno risposto i portali ProntoPro.it (http://www.prontopro.it), startup che mette in contatto domanda e offerta di lavoro professionale e artigiano, e Immobiliare.it (http://www.immobiliare.it), sito di annunci leader in Italia. Secondo l’analisi, il costo medio di un intervento su un appartamento tipo equivale a 34.000 euro.

Lo studio è stato condotto prendendo come esempio un bilocale di 70 metri quadrati – nei venti capoluoghi di regione – posto al primo piano di uno stabile in area semi-centrale, per il quale fosse necessario procedere a demolizione, rimozione e costruzione dei tramezzi, intonaci e rasature, pavimenti e rivestimenti, opere da imbianchino, opere da idraulico, impianto di riscaldamento, impianto elettrico, assistenze murarie, condizionamento dell’aria, infissi e fornitura materiali. ProntoPro.it ha analizzato i preventivi disponibili sul portale, arricchendo il campione con ulteriori interviste, e ha costruito la mappa italiana dei costi delle ristrutturazioni.

Se a livello nazionale il prezzo medio di un immobile come quello considerato è pari a 133.500 euro, analizzando le cifre richieste nei venti capoluoghi emerge che Roma è la città più cara in cui comprare un immobile da ristrutturare (235.750 euro), ma anche quella in cui i lavori costano di più, dato che la spesa media è pari a 38.900 euro.

Milano arriva seconda, sia per i prezzi richiesti, qui mediamente pari a 226.650 euro, sia per le spese da sostenere per la ristrutturazione, che hanno registrato una media di 37.500 euro. Benché nell’ultimo Osservatorio di Immobiliare.it Firenze fosse stata eletta città più cara d’Italia per i suoi immobili, le cose cambiano quando si isolano quelli da ristrutturare: il capoluogo toscano si piazza terzo in classifica, con una media pari a 214.000 euro. Per ciò che, invece, riguarda il costo delle ristrutturazioni, la terza città più cara è Trento: qui mettere mano a un immobile tipo costa in media 35.850 euro.

Di contro, è emerso che il capoluogo di regione in cui costa meno ristrutturare è Catanzaro, dove la media si è fermata a 28.850 euro. Sono tutte città del Sud quelle che occupano il podio della convenienza: al secondo posto si è classificata Palermo, dove nel complesso i lavori arrivano a costare mediamente 29.700 euro; terza è Campobasso, in cui chi vuole ristrutturare un appartamento deve mettere in conto 30.050 euro.

«Con la proroga dei bonus per le ristrutturazioni anche per il 2016, il business dei lavori in casa potrà contare su un bacino di utenza ampio e variegato – dichiara Marco Ogliengo, CEO di Prontopro.ita cui professionisti e artigiani dovranno rispondere in modo sempre più veloce ed efficace. In questo senso, il web è un luogo di scambio irrinunciabile dove far conoscere la propria offerta».

 

Segue tabella per i venti capoluoghi di regione con i costi medi dei bilocali (70 metri quadrati) da ristrutturare e la spesa media degli interventi di ristrutturazione:

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