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14 Giu 2017

Gli immobili ristrutturati in vendita valgono fino al 19% in più; nel caso di un affitto il canone richiesto può aumentare fino al 22%

Per la ristrutturazione di un bilocale si spendono in media 7.700 euro

Per chi ha tra i 24 e i 38 anni, e cerca casa, il bagno è più importante della camera da letto

Milano, giugno 2017 – Il patrimonio immobiliare italiano è piuttosto datato e puntare alla sua riqualificazione è l’unica via percorribile per migliorarne l’efficienza e la qualità. Per chi poi è intenzionato a vendere o affittare un immobile, ristrutturarlo prima di metterlo in vendita sul mercato consente di aumentarne il valore fino al 19% e di andare a segno con la trattativa in tempi più brevi. Questa è la maggiore evidenza di uno studio svolto da ProntoPro.it, il portale dei professionisti N.1 in Italia, in collaborazione con Immobiliare.it. Secondo l’analisi, nel caso di un immobile da affittare il valore cresce ancora di più dopo una ristrutturazione, che consente di richiedere un canone di locazione fino al 22% più alto della media.

La ricerca ha tenuto conto di due pacchetti di interventi di ristrutturazione per un bilocale da 52 metri quadrati – taglio che si vende e affitta maggiormente in Italia: quelli volti a migliorare in generale le condizioni della casa e quelli destinati a migliorarne il comfort. Per ognuno di questi interventi l’Osservatorio di ProntoPro.it ha calcolato la media di spesa da sostenere e l’Ufficio Studi di Immobiliare.it ne ha indicato la crescita del valore, sia in termini di vendita sia di affitto nei maggiori centri urbani italiani.

Con una ristrutturazione base il valore dell’immobile aumenta fino al 14%

Il primo pacchetto di interventi considerato è quello che comprende la ristrutturazione del bagno (completa di impianto idrico e sanitari), spazio a cui – secondo i dati della ricerca di Immobiliare.it –  le persone fra i 24 e i 38 anni, alla ricerca di una casa, guardano ancor prima che alla camera da letto: per ristrutturarlo servono mediamente 2.500 euro. A questo segue la tinteggiatura delle pareti per un costo stimato di 550 euro. Indispensabile in alcuni casi anche l’impianto elettrico certificato, comprensivo di 40 punti luce, per una spesa media di 2.000 euro. Infine si è tenuto conto dell’installazione di infissi nuovi: servono in media 345 euro per ogni finestra e 280 euro per l’installazione di ciascuna porta. Il costo totale di questo primo pacchetto di interventi ammonta mediamente a 5.700 euro.

Il mercato delle compravendite nelle grandi città risponde a questo tipo di ristrutturazione in maniera molto positiva dato che un bilocale ristrutturato vale il 12% in più e i tempi di vendita passano da 6,6 mesi a 6,1. Per quanto riguarda il mercato degli affitti la situazione migliora sia in termini economici sia temporali: la media di crescita del prezzo è pari al 14% e i tempi stimati per trovare un affittuario passano da 4,6 mesi a 4.

Una casa più confortevole vale ancora fino all’8% in più della media

A questi primi interventi si possono aggiungere quelli che migliorano il comfort di un immobile. L’Osservatorio di ProntoPro.it ha inserito nel computo tre diversi tipi di lavori: l’installazione delle zanzariere, con un costo stimato di 250 euro per singola apertura; l’installazione di un impianto di antifurto che, per un bilocale di 52 metri quadrati, costa mediamente 1.300 euro; un impianto di climatizzazione con un solo condizionatore, per un costo di 450 euro. La spesa totale per questi lavori corrisponde a 2.000 euro.

Anche a seguito di queste migliorie il mercato delle compravendite nelle grandi città risponde in maniera molto positiva, simile a quella del mercato degli affitti: rispetto ad una casa ristrutturata con i soli interventi base, il valore di un bilocale in vendita, in cui si sono effettuati questi ulteriori lavori, cresce ancora del 7%, con tempi di permanenza sul mercato che si accorciano da 6,1 a 5,4 mesi. Se si volesse dare in locazione il bilocale, a seguito del secondo pacchetto di interventi, si può richiedere un canone d’affitto più alto dell’8% e i tempi per le trattative si riducono da 4 mesi a 3,5.

Segue tabella con indicazione dei costi di ristrutturazione, la conseguente crescita del valore di un bilocale (52mq) e la riduzione dei tempi di permanenza sul mercato sia nel caso di una vendita sia di nel caso di una locazione. I valori sono riferiti al mercato delle grandi città italiane.

Costo lavori base Aumento valore di vendita Riduzione tempo di permanenza sul mercato Aumento valore di affitto Riduzione tempo di permanenza sul mercato
5.700 € +12% -8% +14% -11%
Costo lavori confort Aumento valore di vendita Riduzione tempo di permanenza sul mercato Aumento valore di affitto Riduzione tempo di permanenza sul mercato
2.000 € +7% -11% +8% -13%

 

01 Giu 2017

Casa a prova di ladri: servono 4.150 euro per renderla sicura

Porta blindata, finestre di sicurezza antisfondamento, antifurto e allarme: tutti gli strumenti per tenere i propri beni al sicuro

Milano, giugno 2017 – Giugno è uno strano mese: c’è chi è già pronto alla partenza e chi deve ancora prenotare le vacanze. In entrambi i casi, però, la costante rimane la domanda relativa alla sicurezza della propria casa, ossia quali precauzioni prendere per evitare l’intrusione dei ladri durante il periodo delle ferie? Secondo l’Osservatorio di ProntoPro.it, il portale dei professionisti N.1 in Italia, la spesa media per trasformare la propria casa in un fortino è pari a 4.150 euro.

I topi d’appartamento sono molto bravi ad approfittare delle nostre disattenzioni, come porte o finestre lasciate socchiuse, altrimenti utilizzano tecniche rudimentali per provare ad aprirle. Per questo i primi lavori da considerare sono quelli che riguardano l’installazione di porte o finestre di sicurezza.

Per quanto riguarda l’installazione di una porta blindata (L90 x H210) in Italia si spendono mediamente 1.100 euro. Ma affinché possa essere veramente efficace, una porta blindata deve essere scelta in base alle diverse caratteristiche opzionali che hanno i prodotti del mercato, facendosi guidare da un professionista che sappia quale sia il modello più adatto a noi e alla nostra abitazione.

Per quanto riguarda le finestre antisfondamento di dimensioni standard (120 x 150 cm) la spesa media è di 1.400 euro al mq. Il tempo necessario ad un topo di appartamento per forzare un infisso tradizionale è di appena 30 secondi, raggiungendo il suo scopo con poco sforzo e lasciando tracce minime che non si notano ad una ispezione approssimativa. Per scegliere le finestre antisfondamento, così come le portefinestre blindate, si deve decidere tra 6 classi di sicurezza. I numeri che vanno da 1 a 6 indicano l’efficacia della finestra o della portafinestra nel contrastare il tentativo di intrusione dei ladri: tale efficacia aumenta progressivamente all’aumentare della classe di sicurezza.

Se la finestra antisfondamento supera di troppo il budget preventivato, si può ricorrere alle inferriate che proteggono la casa con una spesa più contenuta: per una grata fissa in ferro di dimensioni medie (120cm x 150cm) si spendono circa 350 euro. Per superare il problema dell’antiestetico ingombro molte tipologie di inferriate si raccolgono a pacchetto, lasciando il vano completamente libero quando si sta in casa, oppure è possibile personalizzarne le decorazioni.

Al bisogno di sicurezza si può rispondere anche con un buon impianto di antifurto e allarme. Un antifurto completo dotato di centralina, sensori esterni ed interni, sirena e combinatore telefonico per un’abitazione di 70 metri quadrati, costa circa 1.300 euro. Per l’acquisto di impianti di antifurto, così come di finestre dotate di ventri antisfondamento, entro il 31.12.2017 sono previste detrazioni fiscali del 50% sulla spesa sostenuta.

Se invece il budget non è un problema, si può pensare anche di integrare i sistemi di antintrusione con un sistema domotico per la gestione della sicurezza. Si può ricevere così un feedback immediato sullo stato delle singole porte e finestre di casa sul proprio tablet o smartphone, scongiurando il pericolo di furti o effrazioni legate a dimenticanze. Il sistema domotico consente non solo di tenere sotto controllo l’abitazione o di attivare gli allarmi da remoto, ma grazie alla programmazione degli scenari è un deterrente per i malintenzionati attraverso la simulazione della presenza in casa dei proprietari. Con un sistema domotico si possono anche accendere o spegnere le luci nelle stanze, abbassare le tapparelle alla sera e alzarle alla mattina.

19 Apr 2017

Si spengono i riscaldamenti: con le valvole risparmiati 150 euro all’anno a famiglia

Secondo il calendario termico ufficiale, il 15 aprile si sono spenti i riscaldamenti in tutta Italia e ProntoPro.it ha puntato l’attenzione sul ruolo che ha giocato l’introduzione delle valvole termostatiche nell’economia domestica delle famiglie italiane. Secondo i calcoli del portale il risparmio per chi ha già provveduto all’installazione delle termovalvole corrisponde in media al 20% del totale della spesa relativa al consumo di gas per il riscaldamento, pari a quasi 150 euro a nucleo familiare.

Una cifra considerevole che andrà ad ammortizzare nel tempo i costi sostenuti dagli italiani per l’adempimento dell’obbligo all’installazione delle termovalvole, che si aggirano mediamente intorno ai 78 euro per ogni calorifero. Saranno sufficienti due anni, ad esempio, per assorbire completamente il costo sostenuto per l’installazione delle valvole all’interno di un appartamento di circa 70 mq con quattro termosifoni, che è possibile quantificare intorno a poco più di 300 euro. Il totale è stato calcolato sulla base dei dati diffusi dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, secondo cui quest’anno le famiglie italiane spenderanno mediamente 1.029 euro per la fornitura di gas.

Del resto, per adeguarsi all’obbligo dell’installazione delle valvole termostatiche ci sono ancora un paio di mesi: il decreto mille proroghe, infatti, ha prorogato a giugno 2017 il termine per adempiere all’onere previsto dalla legge. I costi da sostenere possono variare in base alle diverse aree geografiche del nostro Paese: a Milano, ad esempio, il prezzo per l’intervento può arrivare fino a 100 euro per ogni valvola, registrando un +28% rispetto alla media italiana. Roma non è da meno con i suoi 97 euro a valvola e un +22% rispetto alla media nazionale e, insieme al capoluogo meneghino, si conferma la città più cara. Risparmio più consistente nelle città del Sud Italia come Catanzaro, dove sono sufficienti “solo” 70 euro per una valvola termostatica e si registra quindi un -10% circa sul costo medio italiano. Lo stesso discorso vale per Potenza, Campobasso e Palermo, che formano una sorta di “tridente del risparmio” con i loro 73 euro per valvola.

Pochissimi vantaggi, invece, per coloro che non si sono ancora adeguati alle normative: oltre a non veder diminuire le proprie bollette, il rischio è di subire salate sanzioni economiche comprese tra 500 e 2.500 euro, a seconda delle disposizioni previste dalla propria regione.

21 Mar 2017

Ristrutturazioni casa: più del 50% delle richieste proviene dalle regioni del Nord Italia

Gli interventi più richiesti sono quelli per il bagno

Milano, marzo 2017 – La Legge di Stabilità 2017, approvata lo scorso dicembre, ha prorogato la detrazione IRPEF del 50% per gli investimenti di recupero del patrimonio edilizio e le ristrutturazioni degli immobili adibiti a uso residenziale, fino a un limite di spesa pari a 96mila euro per unità immobiliare. Alla luce dell’opportunità di ottenere consistenti deduzioni per rimettere in sesto la propria abitazione, l’Osservatorio di ProntoPro.it ha condotto un’indagine sulle richieste registrate dal portale nel primo trimestre dell’anno. Il Nord è l’area geografica che primeggia con il 56% di richieste, seguito a debita distanza dal Sud (25%) e dal Centro (20%).

Analizzando i dati per regione, la tendenza viene parzialmente confermata: è la Lombardia a capitanare la classifica con il 21% di richieste, staccando nettamente le altre regioni. Al secondo posto troviamo il Lazio con il 10%, seguito ex aequo da Emilia Romagna, Piemonte e Puglia, che si fermano al 9%. Con il 7%, il Veneto precede Sicilia, Campania e Toscana, che rimangono indietro di un punto percentuale. Fanalino di coda, la Sardegna, da cui proviene soltanto il 3% delle richieste.

Ma per quali interventi in particolare si richiedono i preventivi? Il 9% del totale delle richieste è relativo alla ristrutturazione del bagno: anche in questo caso, è sempre il Nord a dominare la classifica con il 72% di richieste. Secondo posto per il Centro che, con il 14%, supera il Sud (13%). Anche per quanto riguarda gli interventi di ristrutturazione del bagno, la Lombardia si riconferma la regione con il maggior numero di richieste di preventivo (30%), seguita dall’Emilia Romagna da cui proviene il 23% delle richieste. Il resto delle regioni si distanzia di molto in termini percentuali: il Lazio si ferma all’11%, la Toscana al 10%, la Campania all’8%. Percentuali a una cifra anche per Veneto (7%), Piemonte (6%) e Umbria (4%), quest’ultima a pari merito con la Liguria e la Sicilia.

“Dall’indagine che abbiamo condotto – sottolinea Silvia Wang, co-founder di ProntoPro.it – abbiamo notato come le richieste pervenute siano frutto di una notevole sensibilità dei cittadini italiani nei confronti dei provvedimenti fiscali atti, in buona sostanza, a farli risparmiare per puntare al miglioramento della qualità del patrimonio immobiliare italiano. Un dato molto interessante è quello relativo al Nord Italia, che risulta in qualche modo più attento a questi temi di quanto non lo siano le altre aree del Paese”.

Di seguito la tabella che comprende le regioni in cui è stato registrato il maggior numero di richieste di preventivo per la ristrutturazione della casa:

 

 

Regioni % richieste di ristrutturazioni sul totale
Lombardia 21%
Lazio 10%
Emilia Romagna 9%
Piemonte 9%
Puglia 9%
Veneto 7%
Sicilia 6%
Campania 6%
Toscana 6%
Sardegna 3%
16 Mar 2017

Traslochi: in Italia trasferirsi in una nuova casa costa in media 860 euro

Roma e Milano le città più care

Milano, marzo 2017 – Si dice che traslocare sia una delle esperienze più stressanti nella vita di una persona, terza solo dopo il lutto e la separazione. Se il livello di stress dipende molto dall’approccio della persona, sicuramente non si può dire lo stesso del costo da sostenere che, invece, è legato alla città in cui ci si sposta. Secondo l’Osservatorio di ProntoPro.it, primo sito del settore per numero di utenti, che mette in contatto domanda e offerta di lavoro professionale e artigianale, chi cambia casa all’interno della stessa città, e usando i servizi di un professionista, spende in media 860 euro.

Lo studio è stato effettuato ipotizzando il trasloco da un trilocale, per il quale si effettua servizio di trasporto, smontaggio e rimontaggio dei mobili.

Analizzando le cifre medie necessarie a pagare un trasloco nei venti capoluoghi di regione, si scopre che Roma è la città più cara: qui per traslocare si spendono 1050 euro. Al secondo posto della classifica si piazza Milano, dove il lavoro del traslocatore costa al cliente 1.000 euro. Terza Trieste, dove gli abitanti devono mettere a budget una media di 975 euro.

Guardando la classifica dei costi dal lato opposto, scopriamo che i capoluoghi più economici della penisola sono: Potenza, Catanzaro e Napoli. Qui mediamente si spendono 780 euro.

I consigli per un trasloco più economico e meno stressante

Per trovare l’impresa che fornisca il servizio più conveniente è fondamentale richiedere più preventivi e confrontarli con largo anticipo, per aver modo di pianificare tutto con calma. La ditta manderà un suo dipendente a fare un sopralluogo e controllare quante e quali cose si devono trasportare e in questo modo riuscirà ad elaborare un preventivo realistico. Un altro suggerimento può essere quello di essere disponibili a concentrare le operazioni di carico e scarico in settimana piuttosto che nel weekend, quando in genere è più costoso.

Per affrontare un trasloco con il minore stress possibile, è importante scegliere una ditta che garantisca una copertura assicurativa contro ogni genere di rischio che potrebbe interessare le cose trasportate. Anche capire molto tempo prima della data del trasloco cosa eliminare e cosa conservare può essere un buon modo per ridurre ulteriori motivi di stress alla fine del passaggio da una casa all’altra: un trasloco può essere una buona occasione per mettere ordine nelle proprie cose e nella propria vita.

Segue tabella con i costi medi da sostenere per un trasloco in ogni capoluogo di provincia:

 

Regione Città Costo Trasloco
Abruzzo L’Aquila       850,00 €
Basilicata Potenza       780,00 €
Calabria Catanzaro       770,00 €
Campania Napoli       800,00 €
Emilia Romagna Bologna       870,00 €
Friuli Venezia Giulia Trieste       975,00 €
Lazio Roma    1.050,00 €
Liguria Genova       865,00 €
Lombardia Milano    1.000,00 €
Marche Ancona       820,00 €
Molise Campobasso       810,00 €
Piemonte Torino       870,00 €
Puglia Bari       815,00 €
Sardegna Cagliari       815,00 €
Sicilia Palermo       810,00 €
Toscana Firenze       890,00 €
Trentino Alto-Adige Trento       935,00 €
Umbria Perugia       905,00 €
Valle d’Aosta Aosta       860,00 €
Veneto Venezia       890,00 €

 

01 Mar 2017

Nel 2016 cresce del 17% la spesa per un Attestato di prestazione energetica: 145 euro il costo medio nazionale

La sistematicità dei controlli sui certificati di prestazione energetica e la sensibilità sempre maggiore nei confronti dell’ambiente in cui viviamo hanno contribuito nell’ultimo anno all’aumento dei costi per la redazione degli attestati detti comunemente APE. Secondo i dati dell’Osservatorio di ProntoPro.it, nel 2016 in Italia il costo medio nazionale di un certificato di prestazione energetica è aumentato del 17% rispetto alla spesa sostenuta nel 2015, con un budget pari a 145 euro.

Prendendo a campione un bilocale di 79 metri quadrati emerge che sicuramente non tutte le città hanno prezzi simili. Il podio delle città più care è dominato da tre capoluoghi del Nord Italia: a Trento, Trieste e Aosta si spende di più rispetto al resto d’Italia con un budget medio pari rispettivamente a 200 euro, 170 e 165 euro. Anche se non appare sul podio, la città di Milano si rivela in linea con i prezzi delle città del Nord Italia considerato che il costo medio per un APE è di 160 euro.

Per quanto riguarda le città in cui la redazione di un attestato energetico costa meno, i prezzi sono mediamente molto inferiori nelle città dell’Italia meridionale: a Potenza si spendono 100 euro, a Napoli 115 euro e a Campobasso 120.

 “Il leggero aumento dei costi dell’ultimo anno non va letto in chiave negativa. – ha detto Marco Ogliengo, amministratore delegato di ProntoPro.it – Esso rappresenta la dimostrazione del fatto che, nonostante la crescita numerica dei professionisti che offrono questo servizio, la concorrenza non sta più virando verso l’abbattimento dei costi a danno della qualità e della validità del documento”.

L’importanza dell’attestato di prestazione energetica è confermata dal fatto che lo studio dei consumi energetici e l’analisi delle attività svolte nella conduzione e nella gestione degli edifici permettono di individuare le misure di efficientamento energetico e di definire gli strumenti per una gestione più sostenibile degli immobili.

Segue tabella con i costi medi di redazione di un attestato di prestazione energetica per ogni capoluogo di provincia:

 

Regione Città Costo Certificazione
ABRUZZO L’Aquila €                          155,00
BASILICATA Potenza €                          100,00
CALABRIA Catanzaro €                          130,00
CAMPANIA Napoli €                          115,00
EMILIA ROMAGNA Bologna €                          145,00
FRIULI VENEZIA GIULIA Trieste €                          170,00
LAZIO Roma €                          125,00
LIGURIA Genova €                          165,00
LOMBARDIA Milano €                          160,00
MARCHE Ancona €                          150,00
MOLISE Campobasso €                          120,00
PIEMONTE Torino €                          135,00
PUGLIA Bari €                          140,00
SARDEGNA Cagliari €                          155,00
SICILIA Palermo €                          125,00
TOSCANA Firenze €                          140,00
TRENTINO ALTO ADIGE Trento €                          200,00
UMBRIA Perugia €                          160,00
VALLE D’AOSTA Aosta €                          165,00
VENETO Venezia €                          150,00
ITALIA   €                          145,00

 

15 Lug 2016

Estate: ecco come difendersi dai ladri in dieci mosse

 

I consigli di ProntoPro.it per la sicurezza domestica

Milano, luglio 2016 – In estate cresce il numero di persone che non si sente al sicuro nelle proprie abitazioni. Tra quelli che partono e quelli che restano, il senso di incertezza spinge molti ad investire in strumenti che possano garantire una maggiore tranquillità. ProntoPro.it, portale che mette in contatto domanda e offerta di lavoro professionale e artigianale, ha stilato un elenco di misure da adottare prima della partenza per sentirsi al sicuro dai ladri:

 

  •  Cura il tuo giardino. Se avere siepi alte o alberi vicini alle finestre è comunque una cattiva abitudine perché danno ai ladri un ottimo aiuto per arrampicarsi, anche un vialetto in disordine può suggerire che il padrone di casa sia via da molto tempo. Si può approfittare del periodo estivo per fare pulizie in giardino o chiedere ad un professionista di curare il vostro prato mentre voi vi rilassate in vacanza i ladri non capiranno che siete assenti e al vostro rientro…godrete di un giardino degno di Versailles!
  •  Dal giardino alla cassetta delle lettere. Non avete un giardino e pensate che ciò che vi abbiamo appena detto non valga per voi? Beh, sappiate che uno dei primi campanelli di allarme per i ladri è la tonnellata di posta che si accumula nella cassetta e quella, di sicuro, la abbiamo tutti. Far ritirare la posta ai vicini potrebbe essere un buon metodo per depistarli così come lasciare una o più luci accese in casa; sebbene si tratti di metodi antichi sono sempre molto validi. “Finestra aperta (o luce accesa, nel nostro caso) guarda la casa”, dicevano le nonne.
  • Conduci una vita… imprevedibile. I ladri adorano le famiglie che vivono seguendo sempre gli stessi orari e che fanno sempre le stesse cose, lasciando la casa disabitata per ore nei medesimi momenti della giornata. Prenditi la libertà di cambiare le tue abitudini, l’imprevedibilità aiuta.
  • I gioielli? Mettili dove nessuno li cercherebbe. Ricorda che i primi posti esaminati dai ladri, in caso di furto, sono gli armadi, i cassetti, i vestiti, l’interno dei vasi, i quadri, i letti e i tappeti. Evita di conservare i tuoi risparmi in quei luoghi e preferisci altre zone della casa, ma attenzione, devi ricordarti dove li hai messi o rischi di perdere il cameo della nonna alla prima accensione del forno!
  • Non chiudete il recinto dopo che sono scappati i buoi. L’esperienza insegna che qualsiasi difesa fisica, per quanto robusta, può essere violata da un malvivente dotato di tempo e attrezzature sufficienti. Ecco perché il piano di sicurezza di un’abitazione deve necessariamente comprendere l’installazione di un sistema di allarme anti-intrusione che troppi, però, decidono di installare solo dopo che…sono stati derubati. Fare ricorso solo ad installatori certificati per evitare lavori approssimativi è indispensabile. Secondo l’Osservatorio di ProntoPro.it, in Italia si spendono in media 1.155€, con la spesa massima registrata ad Aosta, città in cui i costi per l’installazione di un sistema di allarme arrivano a 3.060€.
  • Occhio agli abbonamenti. Non puoi rinunciare al tuo quotidiano del cuore e per questo te lo fai consegnare a casa tutte le mattine? Beh, se sei in vacanza meglio comprarlo in edicola, evitando che le copie dell’abbonamento si accumulino non lette sullo zerbino. Anche questo è un indizio che può essere utile per chi non vede l’ora di entrare in casa tua; sospendi temporaneamente l’abbonamento o chiedi all’editore di inviare le copie nel tuo luogo di villeggiatura, non perderai le notizie e la tua casa rimarrà al sicuro!
  • Scegli chiavi moderne. Considerato che è ben difficile che un ladro possa introdursi in un appartamento senza violare una o più serrature, adottarne di più sofisticate, di ottima qualità e soprattutto che utilizzino chiavi a duplicazione controllata, è indispensabile per essere al sicuro. Le chiavi a duplicazione controllata non sono riproducibili presso qualsiasi ferramenta, ma occorre recarsi in centri specializzati e presentare un tesserino, che convalidi la legittimità della richiesta della quale, comunque, il proprietario verrà informato.
  • Inferriate con stile sì, ma sicure. Anche le inferriate realizzate da fabbri esperti e montate all’interno del vano in muratura rappresentano un’ottima misura per la sicurezza della casa. Spesso esigenze estetiche portano a scegliere inferriate realizzate con sbarre sottili e distanziate per accrescere la quantità di luce che entra nell’appartamento, ma è bene sapere che questa soluzione non corrisponde a canoni di sicurezza adeguati.
  • Evita la frenesia da social network. I social network sono diventati l’ossessione di tutti. Geo-localizzare in tempo reale le foto pubblicate su Facebook, Twitter o Instagram può far aumentare il numero di follower…ma anche le probabilità di essere derubati! Aspettare di rientrare per pubblicare un intero album di foto potrebbe essere una valida alternativa. Ricorda che spesso anche i tuoi commenti sono geo-localizzati, quando sei in vacanza meglio disattivare del tutto questa funzione.
  • Certifica l’ingresso. Poiché le statistiche dimostrano che la porta è una delle vie più frequenti di intrusione, la tua attenzione deve innanzitutto concentrarsi sull’installazione di una porta blindata robusta. Oggi esistono delle normative, di valenza europea, che permettono di acquistare e installare porte blindate, la cui resistenza è certificata e garantita, costano un po’ di più certo, ma consentono di dormire sonni tranquilli.

Infine un consiglio. Se anche vi doveste trovare vittima di furto, ricordate che non tutto può essere ricomprato. I ricordi personali, come magari le fotografie, non conservatele solo nella memoria del computer. Averne anche altre copie vi metterà al riparo, nel caso in cui un ladro vi rubi il PC, dal perdere anche anni di ricordi. (altro…)

20 Mag 2016

Per preparare la casa al caldo estivo gli italiani spendono in media 2.000 euro

Nell’ultimo mese le prenotazioni online per l’installazione di impianti di climatizzazione aumentano del 55%

Milano, maggio 2016 – L’estate si sta avvicinando a grandi passi e, per adattare le loro case all’ondata di caldo in arrivo, gli italiani mettono mano al portafogli. Da un’indagine condotta da ProntoPro.it è emerso che fra l’installazione di impianti di climatizzazione, tende da sole e zanzariere  gli italiani spendono in media 2.000 euro.

Coloro che desiderano che gli ambienti della propria casa siano sempre climatizzati e deumidificati crescono e, nel solo ultimo mese, le richieste per questo tipo di intervento sono aumentate del 55%. Per un appartamento di 70 metri quadrati, sempre secondo i dati di ProntoPro.it, la spesa media da mettere in conto per installare un impianto di climatizzazione è pari a 795 euro.

I costi però, possono variare molto; a Roma ad esempio salgono di oltre il 70% rispetto a quelli sostenuti nel resto d’Italia, mentre a Catanzaro scendono del 40%. In linea con la tendenza nazionale, le città di Aosta, Torino e Genova in cui si spendono rispettivamente 790 euro, 855 euro e 865 euro.

Ad incoraggiare l’installazione dei condizionatori i bonus fiscali che permettono di detrarre in 10 anni fino al 65% della spesa sostenuta grazie al cosiddetto ecobonus o conto termico. Ma gli italiani non si limitano ai soli condizionatori e scelgono anche altri strumenti per evitare la calura estiva.

Se si ha un terrazzo di cui godere, il primo è senza dubbio il montaggio di tende da sole, in questo caso la spesa media (ma anche la frescura) è inferiore a quella per un impianto di condizionamento termico, dato che i costi per una sola tenda si aggirano intorno ai 710 euro e le città in cui conviene di più sono tre: Trieste, Potenza e Catanzaro in cui si arriva a spendere fino al 50% in meno che nel resto della Penisola.

Se le tende da sole possono proteggerci dal caldo di giorno, le zanzariere diventano uno strumento indispensabile soprattutto di notte e la loro installazione, per fortuna, è in genere piuttosto conveniente; per il solito immobile tipo, in Italia si spendono in media 500 euro. Le città in cui i costi salgono notevolmente sono Roma, Milano e Firenze dove si arriva a spendere rispettivamente 810 euro, 745 euro e 740 euro.

Per quanto strano possa sembrare, anche le tende da sole e le zanzariere beneficiano delle detrazioni fiscali quantificate nel 65% della spesa sostenuta e vengono scelte da un numero sempre maggiore di persone perché permettono un risparmio notevole anche in termini di spesa energetica.

A dominare la classifica delle città in cui costa di più preparare la casa al caldo estivo è Roma, nell’Urbe concedersi tutte e 3 le installazioni costa 3.360 euro, a seguire si trovano Milano in cui si spendono 3.085 euro e Firenze in cui per rinfrescare un appartamento sono necessari 2.420 euro.

Segue tabella con i costi sostenuti nei capoluoghi italiani:

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18 Mag 2016

Posti auto, tecnologie robotiche e mobili thailandesi: 10 consigli per sfruttare al meglio i bonus fiscali

Non solo ristrutturazioni ed efficientamento energetico, le spese detraibili nel 730 sono molte.

Milano, aprile 2016 – Da alcuni giorni è disponibile online il nuovo modello per presentare la dichiarazione dei redditi. Grazie al bonus ristrutturazioni, a quello sui mobili e al cosiddetto ecobonus, gli italiani potranno beneficiare di detrazioni fino al 65%, ma quali sono le spese che rientrano in questi incentivi e quanto si può risparmiare? ProntoPro.it, portale che permette l’incontro tra domanda e offerta di lavoro artigianale e professionale, ha realizzato un vademecum in 10 punti per scoprire alcune delle possibilità più interessanti e meno note, offerte dai bonus:

  1. Difendersi dai ladri conviene. Con il bonus ristrutturazioni è possibile usufruire di una detrazione del 50% per gli interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi. Via libera dunque ai rimborsi per lavori di apposizione di grate sulle finestre, vetri antisfondamento, casseforti a muro e porte blindate o rinforzate.
  1. La competenza si paga, ma si detrae. C’è una ditta o un professionista che ritieni molto capace, ma eccessivamente costoso per le tue tasche? Con il bonus ristrutturazioni potrai ottenere il 50% del rimborso anche per le prestazioni professionali, l’acquisto dei materiali e le spese per perizie e sopralluoghi. A tal proposito, l’Osservatorio di ProntoPro.it ha condotto un’indagine disponibile a questo link: http://press.prontopro.it/index.php/2016/04/28/detrazioni-fiscali-per-il-730-ecco-chi-potrebbe-avere-il-conto-piu-alto/ – prendendo in considerazione otto diversi tipi di lavori di ristrutturazione per scoprire in quali città le fatture risultano essere più elevate e, di conseguenza, maggiori le detrazioni possibili.
  1. Sei stato in Thailandia e ti sei innamorato di un pezzo unico. Se desideri acquistare nuovi mobili all’estero, corredandoli di tutta la documentazione necessaria ai fini della detrazione, pagando con carta di credito o debito e documentando la spesa con fattura e ricevuta di avvenuta transazione, non ci sono motivi ostacolanti per la fruizione del Bonus Mobili. Potrai detrarre fino al 50%.
  1. Hai costruito un garage? Anche questo si può detrarre. Se nel corso dell’anno avete messo mano al portafogli per realizzare un garage, un’autorimessa o anche un posto auto di pertinenza nel cortile condominiale, buone notizie, la spesa è detraibile nella misura del 50%.
  1. Tecnologie robotiche e disabilità. Muoversi all’interno della propria casa può essere un incubo per chi è costretto a spostarsi in sedia a rotelle; ecco quindi che nell’elenco delle spese detraibili col bonus ristrutturazioni, rientrano quelle fatte per dotare l’immobile delle tecnologie robotiche in grado di migliorare la comunicazione e la mobilità interna ed esterna alla casa in cui vivono persone con gravi disabilità fisiche e motorie. La detrazione a cui si ha diritto in questi casi è pari al 50% della spesa sostenuta.
  2. Scosse, terremoti e detrazioni. L’Italia è uno dei Paesi a maggiore rischio sismico del Mediterraneo e proprio per questo motivo, se volete realizzare degli interventi antisismici su prime case o edifici adibiti ad attività produttive in zone ad alta pericolosità, la detrazione è pari al 65% per le spese sostenute dal 4 agosto 2013.
  1. Arte…contemporanea. Chi è così fortunato da possedere un immobile di valore storico o artistico e vuole adeguarlo alle esigenze funzionali di un uso contemporaneo, può farlo usufruendo di una detrazione del 50%. Al fine di valorizzare e conservare gli edifici è anche ammesso l’uso di materiali e tecnologie diverse da quelli originali a condizione che non contrastino con il carattere complessivo degli stessi.
  1. Detrai e…raddoppia. Se hai già effettuato dei lavori su un immobile beneficiando di un incentivo, e intraprendi nuovi lavori di riqualificazione puoi usufruire di un’altra detrazione. Le condizioni? Il limite complessivo di rimborso è pari a 96.000 euro per unità immobiliare, quindi se si tratta della prosecuzione di una precedente ristrutturazione, si dovrà tenere conto delle somme già spese, se si tratta di un intervento completamente nuovo si potrà usufruire dell’intera detrazione, ma la diversità dovrà essere dimostrata attraverso la presentazione della denuncia di inizio attività (DIA), il collaudo dell’opera e la dichiarazione di fine lavori.
  1. Un bonus non esclude l’altro. L’uso di una determinata tipologia di bonus non è esclusivo e si può usufruire di più incentivi. Attenzione però ai tempi; per ottenere il bonus mobili oltre a quello per la ristrutturazione di casa, ad esempio, è necessario che la data di inizio dei lavori di ristrutturazione preceda quella in cui si acquistano i beni. Non è fondamentale, invece, che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di quelle necessarie per l’arredo dell’immobile.
  1. Si fa presto a dire arredi! Soprattutto per i giovani che vanno a vivere da soli, uno dei bonus fiscali più interessanti è quello legato all’acquisto di mobili. Ma, ai fini fiscali, non tutti i mobili sono uguali. Si può ottenere la detrazione per i materassi, per lampade e lampadari, per mobili nuovi fatti su misura, per i letti, gli armadi, le cassettiere, le librerie, le scrivanie, i tavoli, le sedie, i comodini, i divani, le poltrone, le credenze, le cucine, i mobili per arredare il bagno e quelli per l’ esterno. Nessun rimborso, al contrario, per porte e tende, ma anche per complementi di arredo o mobili usati e antichi.
28 Apr 2016

Detrazioni fiscali per il 730: ecco chi potrebbe avere il conto più alto




Grazie al bonus ristrutturazioni, quello sui mobili e quello dell’ecobonus, gli italiani potranno beneficiare di detrazioni fino al 65%; ma chi sono i contribuenti che potranno detrarre le somme maggiori? L’Osservatorio di ProntoPro.it ha condotto un’indagine per scoprire in quali città le fatture dei lavori di ristrutturazione sono più elevate e, di conseguenza, maggiori le detrazioni possibili. Secondo l’analisi Roma è il comune coi costi più salati. Qui, per ristrutturare un bilocale di 70 metri quadrati, si spendono in media 16.150€ vale a dire circa il 33% in più rispetto al dato nazionale.
Lo studio è stato condotto prendendo in esame i venti capoluoghi di regione e considerando un’ unità immobiliare per la quale fosse necessario procedere a lavori di ristrutturazione del bagno, imbiancatura, rifacimento dell’impianto elettrico e installazione di caldaia, realizzazione di porta blindata, sostituzione serratura, sistema antifurto e montaggio di apparecchi per il condizionamento. Dall’indagine è emerso che il costo medio nazionale di questa serie di interventi su un appartamento tipo equivale a poco più di 10.806€.
Al secondo posto nella classifica nazionale si è collocata la città di Milano con una spesa pari a 15.275€. Andando nel dettaglio è possibile scoprire, ad esempio, che per mettere in sicurezza la propria abitazione attraverso la creazione di un impianto di allarme e l’installazione di una porta blindata, a Milano sono necessari 4.290€. Nella città di Trento, invece, terza tra le città più care, la spesa totale equivale a 13.180€ e creare un impianto elettrico nuovo con 6 punti luce costa mediamente 365€.
Tra le città in cui si spende meno due città del Sud Italia occupano i primi posti: Catanzaro e Potenza in cui si spendono rispettivamente 7.137€ e 7.625€. Terza Trieste, con una media inferiore del 25% rispetto a quella nazionale.
“I bonus previsti dalla Legge di Stabilità stanno spingendo molte persone a ristrutturare le proprie abitazioni, migliorarne l’efficienza energetica e acquistare nuovi mobili – dichiara Marco Ogliengo, amministratore delegato di ProntoPro.it – Gli effetti benefici di questi bonus sono visibili soprattutto nella spinta ad affrontare spese che in tempi di crisi sono state tralasciate dando luogo a conseguenze negative per tutti i professionisti coinvolti. Oggi le cose stanno migliorando molto”.

 

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